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Premesso ieri sera ho fatto una delle migliori cene della mia vita alla Grotta della Locanda (Campoli Appennino, FR) ed un vino degli Appennini certo più tosto del Barbera o Freisa a cui sono abituato. Arrivo in questo b&b nei pressi di Sora (FR) (ci credete se dico che ci sono attività commerciali che si chiamano “La Tata”) e trovo questa stanza decorata con alberi neri dipinti fronte letto (come da foto) e sopra il letto e qui, indubbiamente complici vino, alberi, doppio antibiotico potente, massicce dosi di Aulin e senso di impotenza dalla gita pomeridiana a L’Aquila (ho pianto e mi sono arrabbiato ma seguirà altro post) ho avuto incubi strani. Ci tenevo a scriverli subito (sono le 5 ora) prima di dimenticarli dato che non ricordo mai i miei sogni. Ero in una specie di Luna Park al contrario, un sacco di gente, la sensazione che fosse una sagra di paese ma dove tutto era lugubre, triste.. tutti mi guardavano in modo torvo e accusatorio; sembravano processioni di spettri.

I QUATTRO LUOGHI

Quattro sono i luoghi che ricordo nettamente oltre alla continua scorribanda di spettri. Fra uno e l’altro mi sono svegliato sempre più agitato ed avevo l’albero della foto davanti a me.

1) La zattera

Una donna su una zattera triangolare al centro di un fiume. La manovrava con maestria tale da recuperare tutto il cibo intorno e non farci salire altri. Era coltivata ai 3 angoli.

2) L‘olio

Una signora mi chiede di provare la loro specialità terapeutica, bagni in “vero olio abruzzese, ma l’olio nostro, quello buono” mi stendo e che bella sensazione, tutto nudo, molto rinfrescante e quando sento che potrei dormire inizia a dire, come fosse una battuta tipica, che ora accende il fuoco e ci frigge; gli altri avventori ridacchiano e guardano la reazione dell’ultimo venuto, io, ovviamente terrorizzato.

3) La gente felice

Uno squarcio nel quadro generalmente tetro. Un portone di legno, puntellato affaccia su una tipica disxesa dei paesi/città di montagna, sembra quella che dal centro de L’Aquila porta a San Bernardino ma anche quella di Assisi che porta a San Francesco. Vedo gente seduta fuori dai bar che in modo invitante mi porgono il loro calice e sono tentato di entrare, quando sa dietro le mie spalle gli spettri delle processioni arrivano e iniziano a insultare quelli dentro, il loro sguardo raggelante e carico di odio dice, senza parole, “noi siamo caduti per la città e voi invece continuate a cercare il divertimento”

4) Il pub

Questo il più breve buffo di tutti. Entro in un pub, anche qui tutto molto tetro, pieno di polvere e ragnatele e con gente tetra vestita in modo cupo ed ancge scura in volto. Appena entrato parte un mormorio di disapprovazione molto rumoroso, il barista seccato dice a mezza voce ma con l’intenzione di farsi sentire “eccone un altro, vuoi provare anche tu?” indicando uno stanzino buio. Il gioco consiste del bere 5 birre e poi costruire un edificio di almeno 4 piani con le carte da gioco, se riesco ho le birre gratis, se non riesco devo sedermi li con gli altri e starci finché non saremo riusciti tutti. Poi sogghigna dicendo “a L’Aquila non ci riesce nessuno” mi sveglio, gli alberi neri. E sento di dover fotografare questi momenti.

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