Archive for ottobre, 2015


Piovono polpette

polpette

31/10/2014
12:30
“Ciao, ma vieni da mamma?”
“Ciao pa’, certo, ma stacco all’una come ieri, dì a mamma che le porto le polpette.” :o)

12:50
“Lu’, stai arrivando?”
“Pa’, sei sempre il solito, se ti ho detto che stacco all’una…” ^_^”’
“No, perché pare sia peggiorata”
[flashhhhh] o _ O

13:05
“Pa’, ma dove siete? Dov’è mamma? Sono in stanza ma non c’è neppure il letto” :o|
“Siamo nello stanzino all’ingresso, vieni qui”

13:06
“Ciao, che ti hanno detto? Dov’è mamma” @_@
Mamma non c’è più
“” 😥   :,(  :,_   ..,_   ….   ..   .

Mai, mai scorderò
l’attimo, la terra che tremò.
L’aria s’incendio’ e poi
silenzio.

Ognuno reagisce a modo proprio, ognuno ha un ricordo specifico legato a un fatto traumatico. Un’ancora, un qualche dettaglio che assurge a simbolo di tutto. Una sorta di sineddoche (sineddoche???). E però quando questo dettaglio è una polpetta è inevitabile essere portati a fare un sorriso.

Perché per me quello è il giorno delle polpette. Gliele avevo promesse il giorno prima, Patty (insieme al 60% di Niccolò) si era alzata all’alba per preparargliele. Le avevo nel frigo dell’ufficio, dovevo portargliele a pranzo. Ma non ce l’ho fatta.

Le ho poi mangiate io, zuppe di lacrime, due giorni dopo (erano rimaste in frigo, tranquilli).

“Prossima fermata: Carducci”, che era l’avviso che stavo per abbracciare mia madre, è diventato un tormento biquotidiano.

La vita continua a scorrere, tutto riprende la normalità, ma non si può non sentire il peso del vuoto.

Come scrivevo un anno fa: “Non siate mai avari di abbracci con i genitori. Un giorno non potrete più darli e vi peseranno nelle braccia.”

Eclissi

Eclissi. Oggi è un anno che non scrivo nulla su queste pagine.

Non che siano mancati gli argomenti, sia chiaro, la mia vita è stata completamente stravolta in questi 12 mesi, ma a Ottobre 2014 ho avuto… un eclissi. Nel giro di pochi giorni mia madre mi ha lasciato. Eravamo tutti così presi dalla novità nel piccolett* in arrivo (allora non sapevamo ancora se fosse piccoletto o piccoletta), che sembrava che nulla potesse turbare la nostra gioia. Poi (come direbbero: L. Macchiarella-C.Maioli)

Mai, mai scorderò
l’attimo, la terra che tremò.
L’aria s’incendio’ e poi silenzio.

Da allora sono successe davvero una marea di cose, prima fra tutte, è nato Niccolò, il 26 Febbraio, ma ogni volta che prendevo in mano il blog (licenza bloggistica) non riuscivo a scrivere. Non potevo scrivere di altro prima di aver scritto questo e quindi. Eclissi. Non scrivevo nulla.

Mi piacerebbe riprendere le redini, raccontare tutto quello che mi è successo, la mia avventura da papà, il teatro, la UILT e tutto il resto. Farò dei POST POST-DATATI (sempre licenza bloggistica, fatela finita!)

Sapete, credevo di essere un duro eh, uno di quelli che la madre la sente ogni quindici giorni e sbuffa pure se lei si lamenta… ma dopo è tutto diverso. Rimpiango ogni singolo abbraccio che non le ho dato e dopo quasi un anno, posso dire che non mi ha mai abbandonato. No, non voglio raccontarvi quelle storielle dove gli spiriti ci restano vicino e ci guidano etc etc. No. Non mi ha mai abbandonato perché è dentro di me, non passa giorno senza che qualcosa non mi faccia pensare a lei, ogni volta che la voce della Metro annuncia l’ultima fermata alla quale sono sceso pensando di andarla ad abbracciare mi rabbuio. Ogni cosa nuova che fa Niccolò, penso a quando avrei voluto che lei lo vedesse. Perché non lo ha mai visto. Ha fatto in tempo a vedere quel suo faccino già bellissimo in ecografia, ma è andata via prima che lui nascesse. Questa è forse la cosa che mi fa soffrire di più.

Il 31 ottobre sarà un anno, neppure nel più geniale film di Tim Burton qualcuno muore mentre le città si popolano di bambini vestiti da scheletri e fantasmi. La notte che i morti tornano sulla terra, lei l’ha lasciata. Credo di avere ancora da qualche parte le caramelle che avevo comprato da dare ai bambini, ma quella notte non c’ero e in qualche modo, quella persona che ero non c’è stata più.